Si è conclusa nei giorni scorsi, presso il Battle Lab del Poligono di Capo Teulada, la fase esecutiva della sperimentazione del concetto di “Bolla Tattica” applicato alle forze leggere, nell’ambito di un’esercitazione ad alta intensità che ha simulato un ambiente di combattimento moderno, realistico e multidominio.
Il progetto, sviluppato dal Comando Valutazione e Innovazione dell’Esercito (COMVIE), rappresenta un passo strategico nel processo di trasformazione dello strumento militare terrestre. Al centro del concetto di “Bolla Tattica” vi è l’integrazione di uomini, mezzi e piattaforme – sia con equipaggio sia senza – in un sistema coordinato e interoperabile, capace di operare in maniera sinergica nei cinque domini della guerra contemporanea: terra, aria, mare, spazio e cyberspazio.
L’attività è stata condotta con il contributo operativo delle Brigate “Julia” e “Folgore” e del 9° Reggimento Sicurezza Cibernetica “Rombo”. A rendere l’esercitazione ancora più realistica, il ruolo delle forze avversarie è stato affidato a unità altamente specializzate come il 3° Reggimento Bersaglieri, il 1° Reggimento Corazzato, il 33° Reggimento “Guerra Elettronica” e la componente anti-drone (C-UAS) del 17° Reggimento Artiglieria Contraerea “Sforzesca”.
La sperimentazione si è sviluppata in più fasi: inizialmente è stata definita l’architettura concettuale del sistema, con metriche e scenari elaborati in collaborazione con esperti di settore per valutare l’efficacia del modello e i risultati ottenuti. Successivamente, le prove sul campo hanno messo alla prova l’interoperabilità tra i sistemi di Comando e Controllo esistenti – tra cui “Imperio” e C2DNEVO – e nuove tecnologie emergenti, come i nodi per le attività cibernetiche ed elettromagnetiche (CEMA) e il sistema di gestione tattica “Argo”.
Particolare attenzione è stata riservata alla capacità della “Bolla Tattica” di garantire supporto operativo agli assetti leggeri in un ambiente elettromagnetico complesso, degradato e altamente competitivo. Grazie alle analisi svolte da un apposito Data Analysis Team, è stato possibile ottenere preziose indicazioni sulle prestazioni del sistema in termini di copertura, protezione e coordinamento in tempo reale.
Per la prima volta l’Esercito ha utilizzato i propri Centri di Addestramento Tattico (CAT) non solo a fini addestrativi, ma anche come veri e propri laboratori sperimentali, trasformando Capo Teulada in un hub di innovazione per la guerra futura.
Il COMVIE continuerà nei prossimi mesi a sviluppare e testare soluzioni all’avanguardia, considerate fondamentali per accelerare il percorso di ammodernamento dell’Esercito Italiano. Le evidenze raccolte durante questa prima fase – definite “incoraggianti e strategiche” dagli addetti ai lavori – rappresentano una base solida per i prossimi sviluppi, in linea con l’ambiziosa roadmap tecnologica e operativa già tracciata dalla Forza Armata.
