I ministri della Difesa della NATO si riuniranno mercoledì per discutere come rilanciare il sostegno militare all’Ucraina, in un momento in cui le forniture di armi e munizioni verso il Paese invaso dalla Russia sono drasticamente diminuite negli ultimi mesi.
Sul tavolo anche la proposta del comandante supremo dell’Alleanza di eliminare alcune restrizioni all’uso dei mezzi militari dei Paesi membri, in modo da rafforzare la difesa del confine orientale dell’Alleanza con Russia, Bielorussia e Ucraina.
Negli ultimi mesi, una serie di misteriosi episodi con droni e violazioni dello spazio aereo da parte di caccia russi ha alimentato i timori che il presidente Vladimir Putin stia testando la capacità di reazione della NATO. Alcuni leader europei parlano apertamente di “guerra ibrida” condotta da Mosca, che tuttavia nega qualsiasi intenzione provocatoria.
Calano gli aiuti militari a Kiev
La guerra convenzionale della Russia si concentra ora sulla rete elettrica ucraina, con l’obiettivo di lasciare la popolazione senza riscaldamento e acqua potabile in vista dell’inverno.
Parallelamente, secondo i dati dell’Istituto Kiel per l’Economia Mondiale, il sostegno militare occidentale a Kiev è crollato del 43% tra luglio e agosto rispetto alla prima metà dell’anno.
Il calo è avvenuto nonostante l’avvio di nuovi acquisti di armi statunitensi da parte di diversi Paesi europei attraverso il programma PURL (Prioritized Ukraine Requirements List), un meccanismo finanziario che consente di acquistare equipaggiamenti americani per conto di Kiev. Gli Stati Uniti, tuttavia, non forniscono direttamente alcun materiale, né attraverso il PURL né con accordi bilaterali.
Danimarca, Paesi Bassi, Norvegia e Svezia figurano tra i principali acquirenti di armi destinate all’Ucraina, mentre Italia e Spagna contribuiscono in misura molto più limitata.
«Ancora una volta, alcuni Paesi restano molto indietro rispetto a quanto dovrebbero fare», ha dichiarato un alto diplomatico della NATO, che ha parlato in forma anonima. «Se l’Ucraina dovesse cadere, la spesa per la difesa supererebbe di gran lunga il 5% del PIL», ha aggiunto, in riferimento al nuovo obiettivo di investimento fissato dall’Alleanza.
Molti membri, Italia compresa, sono frenati dalle difficoltà economiche interne. Parigi, invece, sostiene che i fondi europei dovrebbero essere impiegati per rafforzare l’industria della difesa del continente, non quella statunitense, e ha già fatto sapere di non voler aderire al programma PURL.
La difesa del fronte orientale
Il rafforzamento delle difese aeree sul fianco orientale della NATO non ha finora sottratto risorse militari all’Ucraina, ma i vertici dell’Alleanza chiedono ai Paesi membri di rimuovere le limitazioni nazionali che impediscono un impiego più flessibile dei mezzi schierati per proteggere lo spazio aereo dell’Alleanza da minacce russe.
«Esistono ancora troppe riserve nazionali che ci rendono meno efficaci», ha denunciato il segretario generale della NATO, Mark Rutte, intervenendo lunedì davanti al Parlamento sloveno.
Lo scorso mese la NATO ha lanciato l’operazione di difesa aerea “Eastern Sentry”, dopo che diversi droni russi avevano violato lo spazio aereo polacco. L’iniziativa si affianca ad altre due missioni analoghe nel Baltico e lungo il confine tra Polonia e Ucraina.
Il comandante supremo alleato in Europa, il generale statunitense Alex Grynkewich (SACEUR), ha definito “esemplare” la risposta dell’Alleanza agli incidenti aerei in Polonia ed Estonia, ma chiede maggiore libertà operativa per impiegare gli aerei in qualunque area di missione, creando un’unica “cupola difensiva” con regole d’ingaggio comuni.
Anche le restrizioni sull’uso delle armi da parte dei caccia rappresentano un problema.
«Più vincoli nazionali imponiamo, soprattutto sui jet da combattimento, più difficile diventa il compito del SACEUR», ha spiegato l’inviato statunitense presso la NATO, Matthew Whitaker.
Secondo fonti diplomatiche, Grynkewich sta preparando una revisione complessiva delle necessità operative dell’Alleanza, che sarà presentata ai Paesi membri all’inizio del prossimo anno.
