Si è concluso oggi a Bruxelles, 3 dicembre 2025, il vertice di metà mandato dei ministri degli Esteri della NATO, appuntamento che collega il summit de L’Aia di quest’anno a quello previsto ad Ankara nel 2026. Al termine della riunione, il segretario generale Mark Rutte ha ribadito che la Russia rappresenta tuttora “la principale minaccia” per l’Alleanza, citando la guerra in Ucraina e una serie di “azioni sconsiderate” contro i Paesi membri, dalle incursioni nello spazio aereo alle cyber-offensive.
In un contesto di sicurezza sempre più delicato, i ministri hanno insistito sulla necessità di rafforzare coesione interna e capacità di deterrenza. Centrale nel dibattito la definizione di un percorso realistico per raggiungere, entro il 2035, il traguardo del 5% del PIL destinato alla difesa, includendo nel conteggio anche gli aiuti militari a Kyiv. “Non parliamo soltanto di numeri, ma di un’Alleanza più robusta e flessibile, in grado di prevenire ogni forma di aggressione e proteggere ogni centimetro di territorio alleato”, ha dichiarato Rutte, sottolineando i progressi nel rafforzamento del fianco Est e l’arrivo di nuovi equipaggiamenti moderni.
La sessione del Consiglio NATO-Ucraina, alla presenza dell’Alto Rappresentante UE Kaja Kallas, è stata l’occasione per un aggiornamento da parte del ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha sulla situazione al fronte e sulle necessità più urgenti del Paese. Rutte ha accolto con favore gli sforzi diplomatici del presidente Trump verso una “pace giusta”, ribadendo però che il sostegno dell’Alleanza a Kyiv rimane incrollabile, soprattutto con l’inverno alle porte. Attraverso la Prioritised Ukraine Requirements List (PURL), gli Alleati stanno garantendo capacità essenziali, in particolare sistemi di difesa aerea, con nuove promesse di contributi annunciate nel corso dell’incontro. “La sicurezza dell’Ucraina è inseparabile dalla nostra. Il supporto non può rallentare: dobbiamo aiutare Kyiv a difendersi oggi e a scoraggiare le aggressioni di domani”, ha affermato, sollecitando impegni più rapidi per il 2026.
Nel corso dei lavori, i ministri hanno inoltre esaminato le crescenti minacce ibride e confermato le priorità dell’Alleanza: rafforzare gli investimenti nella difesa, aumentare la produzione militare e garantire continuità agli aiuti destinati all’Ucraina. In chiusura, Rutte ha ricordato che la NATO resta “un’Alleanza difensiva”, pronta a proteggere i propri cittadini e determinata a mantenere stabilità e sicurezza nell’area euro-atlantica.
