I Paesi europei alleati e il Canada stanno destinando miliardi di dollari al sostegno dell’Ucraina e hanno annunciato un consistente aumento delle spese per la difesa nazionale. Impegni rilevanti che, tuttavia, non sono riusciti a evitare un indebolimento della credibilità della NATO come alleanza compatta sotto la guida degli Stati Uniti.
Negli ultimi dodici mesi, la fiducia interna all’organizzazione militare — che conta 32 Stati membri — ha subito un progressivo deterioramento. Le fratture sono emerse in modo evidente in seguito alle ripetute dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, che ha minacciato di assumere il controllo della Groenlandia, territorio semiautonomo appartenente alla Danimarca, Paese membro dell’Alleanza.
A queste tensioni si sono aggiunti, più recentemente, commenti critici del presidente americano nei confronti delle truppe alleate impegnate in Afghanistan, provocando nuove reazioni e proteste tra i partner NATO.
Sebbene la disputa sulla Groenlandia sembri essersi attenuata, gli scontri interni hanno inciso in modo significativo sulla capacità della più grande alleanza di sicurezza globale di esercitare un’efficace funzione di deterrenza, secondo diversi analisti.
«L’episodio è rilevante perché ha oltrepassato una soglia che non può essere cancellata», ha dichiarato Sophia Besch del think tank Carnegie Europe, in un’analisi dedicata alla crisi groenlandese. «Anche senza l’uso della forza o l’imposizione di sanzioni, una simile rottura indebolisce l’alleanza in modo duraturo».
