Il Comitato Militare della NATO ha effettuato, il 5-7 novembre, una visita ufficiale allo Joint Support and Enabling Command (JSEC) e alla società tecnologica IABG, riunendo nella città tedesca i rappresentanti militari dell’Alleanza e membri dello International Military Staff. Un appuntamento di alto profilo, dedicato all’analisi delle principali sfide operative che l’Alleanza si prepara ad affrontare nei prossimi anni.
La prima giornata è stata interamente dedicata alla difesa aerea e missilistica integrata (IAMD). Grazie a scenari simulati e all’intervento di esperti del settore, i membri del Comitato hanno approfondito le implicazioni strategiche della IAMD, considerata una missione fondamentale e permanente per la NATO in tempo di pace, crisi o conflitto. Obiettivo primario: proteggere territori, popolazioni e forze da qualunque minaccia o attacco proveniente dal cielo.
Il giorno successivo, il Comitato ha ricevuto una serie di briefing presso il JSEC, iniziando da una panoramica sulle capacità dell’Alto Comando e sulle sue priorità strategiche future. Al centro dei colloqui anche il complesso sistema del Reinforcement and Sustainment Network (RSN), la rete che sostiene la capacità dell’Alleanza di rinforzare rapidamente qualsiasi operazione e garantire la prontezza all’interno dell’area di responsabilità del Comandante Supremo Alleato in Europa (SACEUR).
«La NATO deve muoversi più in fretta e con maggiore decisione per rispondere alle minacce crescenti», ha dichiarato il presidente del Comitato Militare, ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone. «Le capacità degli Alleati cresceranno per sostenere i nostri piani di difesa. Per questo dobbiamo potenziare il settore logistico, i trasporti, le forniture e il supporto medico, così da poter muovere e sostenere centinaia di migliaia di militari e mezzi».
La squadra del JSEC ha quindi illustrato nel dettaglio i possibili scenari operativi legati allo spostamento delle truppe sul territorio dell’Alleanza. Le discussioni pratiche sul RSN hanno permesso al Comitato di individuare elementi chiave da trasferire alle capitali alleate.
«Abbiamo compiuto progressi significativi nella capacità di supportare l’area di responsabilità del SACEUR», ha sottolineato il comandante del JSEC, il tenente generale Kai Rohrschneider. «Abbiamo completato la transizione nella struttura di comando NATO, ma resta ancora molto lavoro da fare, insieme a tutte le nazioni alleate».
Il JSEC ha il compito di predisporre il teatro operativo per l’arrivo di forze di rinforzo quando necessario, coordinando – in caso di crisi o conflitto – sia il movimento delle truppe sia il loro sostegno logistico. Con il motto “Enable – Deploy – Sustain”, il comando assicura che gli spostamenti delle forze alleate in Europa avvengano in modo rapido, sicuro e coordinato.
Una missione che richiede una rete di contatti altamente integrata, capace di coinvolgere autorità militari, civili, governi e organizzazioni dei Paesi membri NATO.
